Natura

Le zone umide sono quelle aree, naturali o artificiali, con presenza d'acqua permanenteo temporanea, ferma o corrente, comprese le zone marine fino ad una profondità di sei metri dal livello minimo di marea.Dove l'acqua incontra la terra e l'aria si creano quella particolari condizioni per la proliferazione della vita animale e vegetale.

 

Quelle di origine naturale dipendono dall’azione di corsi d’acqua che, in diversi tempi geologici, si sono isolati dal mare aperto. Si pensi al lago Salpi ed alla zona paludosa e malsana che vi si generò a causa dei disboscamenti nel SubAppennino Dauno.; oltre a ciò, il Tavoliere pende tutto verso questa costa, che si presenta come una enorme barriera di circa 50km, da Margherita di Savoia a Manfredonia, ed impedisce il normale deflusso delle acque a mare, distribuendo le acque interne parallelamente alla linea di costa stessa.
Altre zone umide sono invece di origine antropica, ovvero dipendono dall’azione umana: è il caso delle Saline di Margherita di Savoia, che si trovano proprio su quello che un tempo era il lago Salpi, oggi bonificato, ma che dal lago mantengono la toponomastica: Salpi I°, Salpi Nuovo, Salpi Vecchio e Salpi IV°.In questi ambienti la selezione naturale ha dato vita ad una diversità e varietà di forme difficilmente riscontrabile in altri ecosistemi, oltre la metà degli animali acquatici, minacciati di estinzione in Europa, dipendono dalle zone umide; la conservazione di queste aree è di fondamentale importanza per la salvaguardia di queste specie.

La Fauna

La fauna è spiccatamente ornitica, anche se non è da trascurare la presenza ittica ed offre un habitat idoneo ad ospitare una grande quantità di uccelli acquatici.Per tal motivo la salina è stata designata zona umida di importanza internazionale la cui ricchezza faunistica si spiega con le notevoli dimensioni e dalla posizione geografica posta sulle rotte migratorie ed anche con lo stesso assetto idrico proprio dell'ecosistema della salina.

La potenzialità faunistica delle saline è dovuta in gran parte alla presenza di una serie di vasche a crescente salinità e differente profondità da nord,presso l'abitato di Zapponeta,a sud fino all'abitato di Margherita di Savoia.

Le saline costituiscono uno straordinario habitat soprattutto per la sosta e lo svernamento dei limicoli (piccoli uccelli che si muovono dove l’acqua è meno profonda in cerca di piccole prede quali molluschi, larve e vermi) trai i quali il Piovanello pancianera che a volte supera i 10.000 individui, il Gambecchio, l’Avocetta, il Chiurlo e anche il rarissimo Chiulottello, la specie in assoluto più a rischio di estinzione dell'intero Paleartico. Tra gli anatidi è di rilievo la presenza di un curioso uccello dal becco rosso, la rara Volpoca (così detta per l’abitudine di nidificare nelle cavità scavate nel terreno da volpi e conigli) ed il Fischione, purtroppo oggetto di bracconaggio ancora presente nella zona. A questi uccelli si aggiungono per interesse la presenza invernale di Spatole, Gru, Aironi bianchi maggiori, e di piccoli gruppi di Oche che un tempo si riversavano a migliaia ricoprendo le aree incolte ai margini della riserva.

Tra i nidificanti in fine il Gabbiano corallino oltre all’ormai famoso Fenicottero rosa che ormai costantemente al di sopra del migliaio di individui ha costituito proprio nella salina una delle più importanti popolazioni europee di questa specie

La FLORA


La flora dell'area pur annoverando poche specie si distingue per il suo grado si specializzazione.Le piante che vivono nella salina devono infatti resistere ad un elevato tasso di aridità.Condizioni determinate dalla presenza di sali disciolti nell'acqua che limitano enormemente la capacità di assorbimento.

Le specie maggiormente diffuse sono le salicornie (Salicornia europaea) assieme ad altre piante con le stesse capacità di adattamento.La vegetazione delle salicornie costituisce un'importante difesa per i suoli grazie alla capacità di trattenimento dei fanghi ipersalini dove le altre piante non riuscirebbero a sopravvivere.

Le paludi sono ambienti di notevole interesse naturalistico, tra i più produttivi e ad altissima biodiversità. Per questi motivi, ed a causa della drastica riduzione subita negli ultimi sessanta anni a causa della bonifica, sono da tempo all’attenzione degli organi di conservazione ed oggetto di convenzioni e trattati internazionali perché ancora fortemente minacciati.

Questi ambienti, in gran parte sutuati nelle zone costiere in corrispondenza degli ultimi tratti di fiumi e trorrenti, sono in genere caratterizzati da una ricca vegetazione idrofila ed igrofila oltre che acquatica. La composizione floristica varia a seconda del grado di salinità.
 
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